La mia nuova droga: Audible, feat. Runlovers

Mi sembra superfluo sottolineare che, da brava Nerdwife, io Audible lo conoscevo già. Il mio nerd di account ne aveva tre: uno su quello americano aperto tipo il giorno 1 in cui l’hanno fondato, uno italiano fatto al giorno 1 in cui l’hanno aperto qui, e uno boh… il terzo sarà stato figlio delle sue prove di gestione galattica delle connessioni a qualunque cosa.

E’ anche chiaro che se mi mettessi a provare effettivamente tutte le cose che prova lui, che scarica, che attiva e che testa, credo che avrei un crash mentale entro la fine del mese. Io ho le mie belle difficoltà a ricordare i numeri del pin del bancomat, e ho un livello di sicurezza delle mie password che è paragonabile al lucchetto per la bici che avevo alle medie, che era piccolo, ma piccolo, e infatti mi hanno ciulato la bici allegramente dal parcheggio della scuola.

Però questa cosa di Audible era nell’aria da un po’, tanto che quando sulla pagina Facebook di Runlovers, community sportiva di cui indegnamente faccio parte in quanto mi sto allenando zero, è apparsa la notizia del fatto che da oggi sarebbero stati caricati dei podcast a tema ‘corsa’ e proprio a marchio Runlovers, le mie antenne di nerdwife si sono attivate.

E infatti, con la scioltezza che mi caratterizza, ho scaricato l’app dal telefono e ho tentato di farla funzionare senza aver vagamente pensato che ci volesse un abbonamento o una iscrizione. Morale: mi sono ascoltata tipo 30 estratti di libri di ogni genere, schiacciando qualsiasi tipo di simbolo attivo e sperando che nel frattempo il mio nerd non mi chiedesse cosa stessi facendo per non ricevere la solita occhiata di chi vive un sentimento di pietà nei miei confronti.

Quando il cielo ha voluto, mi si è aperta una schermata che mi ha fatto capire che mi serviva un abbonamento, e che quell’abbonamento era in vendita su Amazon. Meglio tardi che mai, dai… mettiamola così…

Comunque, visto che questa simpatica gag l’ho vissuta all’inizio della settimana, e che il podcast veniva caricato solo oggi, ho pensato di prendere un po’ la mano con il mezzo. E ho fatto un danno. Mi sono scaricata un libro breve, una cosina motivazionale visto che sono in un periodo lavorativo che tende alla cacca, e un po’ di sprint in più non fa mai male. Ma non sapevo l’effetto ipnotico che può avere una voce che ti racconta cose nell’orecchio. Non è come leggere. Non è come ascoltare la musica. Non è come sentire l’audio di video vari. Non è come niente di conosciuto. E’ come la mamma che ti racconta le favole alla sera. E’ come una cioccolata calda quando piove. E’ come il fuoco quando prende definitivamente nel camino e manda fuori la prima onda di calore. E’ una cosa meravigliosa… E da allora sono in fissa brutta. Ho scoperto che mi fa anche conciliare il sonno (ma dai… le favole le leggono ai bambini per muovere onde sonore nel pianeta a caso!) e lo uso per addormentarmi. C’è la funzione “Sleep Timer”, con slot di tempi da 8, 15, 30, 45 e 60 minuti, oppure con l’indicazione della fine del capitolo, che si può impostare e lui si spegne da solo… una cosa meravigliosa.. Io me lo metto sul comodino, lo faccio partire e lui racconta… elegantemente e generosamente… e io mi addormento…

Oggi sono usciti, come ho detto, quelli di Runlovers. Non penso che li abbiano caricati per far addormentare… direi di no… ma in questo periodo di correre io non ne ho proprio il tempo e quindi ho trovato un utilizzo alternativo. Per oggi, l’utilizzo alternativo è stato PIANGERE. Ho ascoltato il Podcast su Zatopek e Bikila. 39 minuti di racconto fatto in maniera eccellente da ogni punto di vista, una scrittura coinvolgente ed emotiva e una voce narrante caldissima. E le storie… vabbè… ciao… la storia di Bikila è finita con me che scendo dal tram 2 in piazza Duomo a Milano, e mi racconta di come la leggenda della maratona, anzi LA MARATONA, muore… e io entro nello stand della Stramilano a ritirare il mio pacco gara per i 10 km che non so neanche se finirò, e mi sento una merda… e ho gli occhi lucidi non per i miei 10 km ma perché i campioni non dovrebbero morire mai… e la tipa della Stramilano mi guarda un po’ così perché non si dovrebbe ritirare un pacco gara con gli occhi lucidi… e io vorrei ascoltare un altro podcast ma devo andare a lavorare e non ho più tempo…

Ora è sera e, come previsto, sono tornata che era buio e quindi anche oggi niente corsa. Domani lavoro. Domenica vediamo se ce la faccio. Ma per questa sera, so che posso mettere in carica il mio telefono, scegliere un titolo e farlo partire… i campioni ti insegnano che vale solo quello che fai mettendoci tutto te stesso, e le botte di arresto capitano… domani vedremo… magari domani ci riuscirò…

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