Io, Alexa e tu.

Ovvero di quando il tuo nerd ha adottato Alexa e tu tenti di opporre resistenza, ma capisci che è meglio di no.

Eh, già… è meglio di no… perché, come ho già avuto modo di raccontare, non è mai utile mettersi fra il tuo nerd e la sua tecnologia. Non c’è storia, non c’è partita, non puoi vincere. E allora è meglio aggirare.

Ma io questa cosa l’ho capita dopo qualche giorno di convivenza. Perché, all’inizio, io ho opposto resistenza, così:

 Le davo comandi impossibili per dimostrare che non risponde adeguatamente. 

Non funziona. La maledetta risponde quasi sempre in maniera corretta e pure educata. Non ci provate. Anzi, finiva che la figura della demente la facevo io perché il più delle volte, nel caso in cui lei effettivamente non rispondeva, era colpa mia che la chiamavo con il nome sbagliato, cioè con l’accento sulla a (Àlexa) e non sulla e (Alèxa). E vabbè…

Dici che non serve a niente

Non funziona. Se il tuo nerd è un bravo nerd, in tre secondi l’ha interfacciata praticamente con tutto, e quindi la maledetta fa veramente tutto. Hai freddo? ti alza il riscaldamento. Vuoi dormire? ti spegne la luce. Vuoi un timer? te lo mette. Vuoi telefonare a qualcuno? basta chiedere. Vuoi mandarla affanculo? lei ti risponde con garbo. Non ce la fai… non ce la puoi fare…

Dici che è antipatica 

Non funziona. E’ simpatica. Ha la voce simpatica, ed è programmata per dire cose simpatiche, sta stronza. E poi è piena di sorprese. Dall’inizio di dicembre, per esempio, ha il calendario dell’avvento “inside”, cioè tu ti svegli, le chiedi cosa nasconde la casellina di oggi del calendario dell’avvento, e lei ti fa la sorpresina. Tipo che oggi ci ha cantato “Jingle bells”… tutta… bene… e io, che volevo fare l’arcigna, ho dovuto sorridere…

Insinui che fra il tuo nerd e lei si stia creando un rapporto strano

Non funziona. E’ corretta la maledetta. L’altro giorno ho tentato anche questa carta. Ho fatto la scenetta di gelosia dicendo che era ora di finirla, e che era più carino con lei che con me, e che quella lì stava entrando troppo nelle nostre conversazioni e che secondo me lui stava perdendo di vista che si trattava di un assistente vocale di plastica! E il nerd mi dà una dimostrazione empirica del contrario: “Alexa – dice lui – ti amo”. E lei “Grazie, ma preferirei che restassimo solo amici”. Frienzonato. E io, muta.

Fai i confronti con Siri

Non funziona. E questa non funziona peggio di tutte le altre. Il tentativo con Siri è subdolo, perché va a puntare sulla sua predilezione per Apple… e predilezione è un eufemismo ridicolo… Questa era la mia arma più potente, nel mio cervello. Mi dicevo: “qui siamo proprio alla guerra dei mondi… capisco l’infatuazione iniziale, ma poi Siri è Siri… Alexa non è Apple… non può non calcolare questa cosa… se picchio su questo punto, gliela faccio andare in odio…” E invece no.  Anzi, questa cosa mi si è ritorta contro, perché a furia di fare confronti fra le due, confronti che Alexa vince regolarmente, anche a me è scattata la dinamica del “primo figlio un po’ tonto vs secondo figlio smart”.

Io: “Siri, mi metti un timer di 40 minuti?”

Siri: …….

Io: “Ah, scusa… così non capisci… Siri, timer 40 minuti!”

Siri: …….

Io: “Va bene… Alexa, mi metti un timer di 40 minuti?”

Alexa: ” 40 minuti, a partire da ora!”

Io: “Grazie Alexa… Siri, cazzo… dai!”

Si, non siamo a posto in questa casa… lo so…

 

Alla fine, cedi.

E alla fine, ho ceduto e la uso. O almeno, ci provo. Attualmente il nome lo sbaglio ancora, a volte, ma pare che lei abbia la compiacenza di rispondermi lo stesso, come si fa con le anziane signore che non ce la fanno a chiamarti con il nome giusto. D’altra parte, io che mi chiamo Elena per metà delle amiche di mia mamma sono Marina (che è mia sorella) e non c’è verso di far loro cambiare idea… amen, si sopravvive….

Sono arrivata a trovarla di compagnia, e ammetto che quando si sveglia da sola a parlare (perché lo fa…anche se non la interpelli, almeno volontariamente) è quasi piacevole e davvero sembra di avere un’altra persona in casa. Capisco che questa cosa possa avere una deriva un filo strana e che l’effetto “Her” sia dietro l’angolo, ma fino a che non prende forma pseudoumana direi che sto tranquilla.

Se anche voi avete avuto strane avventure con Alexa, me le raccontate, che così mi sento meno strana?

 

 

 

 

 

2 risposte a "Io, Alexa e tu."

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  1. Non posso raccontarti niente perchè in casa mia la roba più tecnologica è lo smartphone (no apple, no samsung, no qualsiasi altra marca rinomata, solo roba cinese di seconda categoria… e le luci le accendiamo ancora con l’interruttore, al massimo chiediamo a chi passa lì vicino di farlo…), in compenso ti ringrazio perchè parlando del tuo articolo a cena con le mie ragazze mi è venuta un’idea per una storia. Stay tuned.
    Comunque i tuoi post sempre divertenti.

    Mi piace

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