Siamo solo all’inizio… non so se ce la posso fare…

Ma chi se lo poteva immaginare? Dai, neanche negli scenari da “La classifica delle 10 catastrofi che distruggeranno il mondo” che danno in tv ci potevamo immaginare che il mondo intero sarebbe stato rinchiuso in casa per tentare di sfuggire ad un virus. Di quelle 10 catastrofi vedevo più plausibile l’esplosione di Yellowstone (per niente da escludere) , o i raggi Gamma provenienti da una stella morente (sapete mica come sta Betelgeuse?), anche se il buon caro asteroide rimaneva in cima alla lista di possibilità. Il virus, no… non l’avevo davvero considerato possibile… Con tutti gli i medici che ci sono, studiosi chiusi nei laboratori, protocolli di sicurezza… no, il virus non mi sembrava plausibile…

E invece, ciccia! Eccoci qui, belli barricati in casa a cercare un modo per arrivare a sera senza impazzire, sperando di non entrare in contatto con qualche soggetto positivo, e sperando che tutto ciò finisca al più presto.

Ho detto eccoci qui, noi… intendo noi, e non il nerd. No, perché lui in questa situazione di quarantena ci sta come un pisello nel suo bacello.

Avete presente una persona serena? Ecco: lui. Pensate a una cosa che vi manca da quando siete in quarantena… fatto? Ecco, a lui non frega niente perché non gli fregava niente neanche prima. Solo che ora è meglio, perché non c’è neanche nessuno che può scassare le balle per trascinarlo a fare qualcosa fuori dalla bat_casa_caverna.

Un cinema? Non si può. Andiamo a fare una passeggiata? Non si può. Un aperitivo? Non si può. “Dai, andiamo a trovare i parenti?” Non si può. Almeno, che ne so… viene il sole… un gelato? Non si può.

Ristorantino? Non si può.

…Gita al mare?  Non si può.

Ti prego… una passeggiata col cane!!!! Si può, ma solo 1 per volta, quindi tu. (io, ovvio)

La spesa… almeno la spesa… facciamola dal vivo e non on line!? (prima del virus era il mio premio se fossi stata simpatica in settimana. “Andiamo a fare la spesa ‘by person’ e non online! sei contenta?” e io che saltellavo come una demente). Non si può. Cioè on line si può ma ti consegnano la roba dopo 15 anni. Dal vivo, vale come per il cane. Copia e incolla.  – Si può, ma solo 1 per volta, quindi tu. (io, ovvio)

Che sia chiaro: non è che io chiedessi VERAMENTE di fare tutte queste cose da quando c’è il blocco, perché #iostoacasa di bruttissimo, ma era per dare un’idea della serenità con la quale lui se la vive in totale assenza di contraddittorio, neppure interiore, rispetto a questa situazione.

E quindi, cosa fa tutto il giorno? Pensa. Lui pensa, e progetta. Se ne sta zitto, pensa e progetta cose di cui posso solo sfiorare la superficie, per ora. Cose che renderanno questa quarantena un bel po’ difficile da superare, oppure da morire dal ridere.

Visto che c’è del gran tempo da riempire, penso che racconterò le imprese in brevi capitoli (che per ora vi accenno soltanto) nei prossimi giorni… così mi tengo impegnata.

Per ora, un minuto di silenzio commosso per il lancio di Space X che è stato auto-abortito ieri sullo “0” del count down e che verrà rischedulato nei prossimi giorni. Il minuto di silenzio non è per il lancio in sè, chiaramente… I sistemi di sicurezza hanno rilevato un’anomalia e hanno spento i motori di lancio, quindi tutto ok.

No, il minuto di silenzio è per il dialogo in “spacex_ese” (è una lingua: si legge spacexese, come il francese, l’inglese…ok?) che lui ha condotto con i sistemi, credo, di raffreddamento o di posizionamento… non lo so… insomma quegli sbuffi di fumo (credo vapore) che uscivano dal razzo prima dell’inizio del count down.

Il razzo sbuffava e lui rispondeva sbuffando, e il razzo ri_sbuffava, e lui dietro, per una bella 15ina di minuti. Faceva ridere, giuro. E la cosa assurda è che, dopo un po’, sembrava quasi un botta e risposta vero, con i tempi di ascolto e le risposte date con dei toni diversi.

Non va bene… siamo solo ai primi giorni… non so se ce la posso fare…

Comunque, i prossimi capitoli sono:

– Alexa, accendi castello!

– Ti installo un dibbometro! (nome di simpatia per il rilevatore di decibel)

– La sinfonia tipografica

Me li segno, che poi so che sono pigra, e mi dimentico… il dibbometro… porca miseria… vabè…

Comunque il nerd ha detto che lui il COVID 19 non lo prende. Al massimo, può concepire un COVID 20 beta… al massimo, però…

Siamo solo ai primi giorni… non ce la posso fare…

 

 

Photo by Daniele Levis Pelusi on Unsplash

3 risposte a "Siamo solo all’inizio… non so se ce la posso fare…"

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  1. Leggendo del tuo nerd, felice di avere finalmente una buona scusa per chiudersi in casa, non uscire più e non intrattenere più alcun tipo di vita sociale, ho scoperto di essere anch’io una nerd. Noi non abbiamo un cane, ma a fare la spesa ci va il mio compagno (a volte sono talmente immersa nei miei pensieri e nelle mie scritture, che mi dimentico persino di mangiare, figurarsi). 😉

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