The morning story

Voi come vi svegliate alla mattina? Io con un bacino. Sempre. Non c’è stato un giorno in cui io non abbia ricevuto il mio bacino mattutino. Facendo un rapido conto, qui si parla di un minimo di 3225 bacini mattutini dall’inizio della relazione con il nerd. Chiaramente lui mi guarderebbe con il sopracciglio corrugato giudicante, visto che il conto non è affatto preciso perchè non calcola gli anni bisestili (e quindi aumentano), le giornate in cui ero in esterna (e quindi diminuiscono), le giornate in cui io sono stata al mare senza di lui (poche, ma ci sono state, e quindi diminuiscono) e le mattine con doppia o tripla dose (e quindi aumentano). Io sono refrattaria alla precisione, perciò mi va più che bene il conto a spanne anche perché mi sembra evidente che il punto non sia il numero, ma il concetto. (Amor… metti giù la calcolatrice… per piacere… era un esempio… non verrà nessuno a controllare… te lo giuro!).

Il concetto serve per introdurre il fatto che il bacino è solo una parte del rito. Il rito completo comprende la storia del buon giorno. E con questa premessa, il numero che ho sparato poco fa assume tutta un’altra valenza. Ok 3225 bacini, ma qui stiamo parlando della bellezza di 3225 storie del buongiorno, sempre rigorosamente originali, totalmente fresche di giornata e una più assurda dell’altra. Roba da far impallidire Rodari. Io non so come faccia ogni giorno a svegliarsi con una storia in testa, eppure lo fa. Le storie, ovviamente, sono interattive perchè in qualche modo devono servire a svegliarmi, ma anche – secondo me – a valutare il mio grado di malmostosità della giornata. E devo dire che per stare al gioco delle sue invenzioni, bisogna essere di un buon umore fastidioso.

Ma a questo punto immagino che vi siate ben scassati le balle di sentir raccontare la cornice, e vogliate un saggio della sua creatività. E va bene. Tenete presente che non si tratta di storie politicamente corrette, non si tratta di storie che devono piacere a tutti, non si tratta di storie che devono far ridere: si tratta di storie di un nerd che ogni giorno mi fa un test di reattività all’idiozia, per capire se posso ancora essere considerata “essere pensante”.

“Grosso guaio al Cern” era la storia di qualche giorno fa.

La storia inizia con una domanda.

“Amor, ma cosa succede se i cinesi si mettono a produrre i tarocchi, le carte intendo?” (posto che lo faranno già, qui siamo nel mondo dell’assurdo e quindi stateci, ok?)

“Amor, ma ovvio – rispondo io stiracchiandomi – si crea dell’antimateria.”

“Infatti! – continua lui – hai letto anche tu dell’incidente al Cern?” (bisogna stare al gioco, ricordate?)

“Certo! Su twitter. Ma non mi ricordo bene… ” (dai, sparala grossa, dai!)

“Sì, gli scienziati del Cern che volevano testare questa cosa dei tarocchi cinesi e hanno aperto la valigetta incautamente e le carte hanno iniziato a collidere fra di loro! E allora si è creato un vortice di energia e stava per comparire l’antimateria! Poi, invece, sono arrivati altri due scienziati con le armi tipo Ghostbusters, ma senza il raggio – perchè chiaramente non dovevano sparare a niente… chiaro no? – ma solo con il raggio traente e la trappolina, per attirare le carte e interrompere la reazione a catena. Un casino… E’ stato in trend per una notte…”

“Eh, immagino… – continuo io cercando di non ridere, che quasi mi strozzo – ma infatti ti ricordi il libro di…” Non riesco a finire, ha già capito!

“Ma sì, quello che non è il Codice Da Vinci! Quello dei preti.”

“Angeli e Demoni, amor…”

“Eh, quello lì… nella teca che poi scoppia, cosa credi che ci fosse… al Cern sono anni che fanno esperimenti con i tarocchi cinesi! La gente non lo sa, ma abbiamo rischiato la fine del mondo come lo conosciamo…” (epico finale) “Porti giù tu Bruno?” Fine della storia.

3225. Vorrei focalizzaste su questo numero dopo aver letto la storia. Avete l’uso dell’empatia? Bene: usatela verso di me.

Aggiornamento.

3226: oggi.

“Amor, volevo chiederti perchè mi hai pugnalato questa notte?”

“Hai fatto un brutto sogno?” chiedo io.

“No, questa notte mi hai pugnalato in cucina, non ti ricordi?”. Ah, ecco.. è la storia…

“No amor, non mi ricordo… ma ti ho fatto male?”

“Ma neanche tanto… scusa il sangue… non mi sono pulito bene tornando a letto…” (tono britannico in questa frase)

“Figurati amor, non me ne sono neanche accorta… mi spiace… per la pugnalata intendo…”

“No, è che sono molto deluso…”

“Deluso? Perchè?” (eccola… arriva… adesso la spara…)

“Ma si… sai quanto tengo ai coltelli… quelli giapponesi sono meglio… boh… sono deluso… Porti giù Bruno?”

3227 is coming…

Photo by Alexandra Gorn on Unsplash

4 risposte a "The morning story"

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